L’evoluzione della Borsa valori

La borsa valori è un mercato finanziario regolamentato dove vengono scambiati valori mobiliari e valute estere. Si tratta di un mercato secondario perché vengono trattati strumenti finanziari che sono già stati emessi e che sono quindi già in circolazione, ma è anche un mercato ufficiale (o regolamentato) poiché sono disciplinate in modo specifico tutte le operazioni di negoziazione, le loro modalità e gli operatori e tipologie contrattuali ammessi.

La Borsa valori nell’età antica

Già in età antica erano presenti alcune figure che possono essere considerate precursori degli operatori di borsa contemporanei, quali il trapezita dell’antica Grecia, ossia un agente di cambio dell’epoca e un operatore di prestiti, e il mensaurius, operatore di prestiti e di depositi, così come l’Agorà, il Forum e la Curia Mercatorum si possono considerare i primi esempi di mercati borsistici, dato che racchiudevano varie attività definibili di tipo finanziario.

La Borsa valori nell’età moderna

Dopo un lungo periodo di sconvolgimenti a causa delle invasioni barbariche e arabe, intorno al XV secolo sorsero i primi organismi bancari importanti e le fiere come luogo di scambio e di commercio. La fiera medievale, nel corso di tre secoli, subì una lunga serie di innovazioni che la trasformò in un mercato organizzato. Il filo conduttore che lega le fiere medievali e la borsa valori è costituito dalla liquidazione periodica dei conti, dalla compensazione, dal regolamento dei saldi e dalla spunta.

Il termine “Borsa” deriva dalle riunioni per determinare il valore delle merci che si tenevano a Bruges nel XV secolo presso l’Hôtel des Bourses, palazzo costruito dall’antica famiglia aristocratica Van der Bourse, che decorò l’ingresso del palazzo con il proprio simbolo araldico, visibile ancora oggi: tre borse. [2] Dopo Bruges, le prime borse sorsero in Belgio, ad Anversa, nel 1531 e in Francia, a Lione, nel 1548. Il cammino delle borse fu quello di passare da una gestione privata ad una pubblica, fortemente regolamentata.

Nel XVII secolo si ebbe la diffusione della società per azioni, si aprirono le prime Casa de Contratación, a Siviglia, a Londra e a Parigi, e nel 1561 la Borsa di Amsterdam prese il posto, come importanza, di quella di Anversa, specializzandosi sia nella contrattazione di merci che di titoli. Se agli inizi del XVIII secolo l’attività borsistica ricevette un grande impulso dall’espansione dei traffici, dell’emissione di titoli, degli investimenti, e dei debiti pubblici, a causa di forti speculazioni durante le varie guerre si ebbero una lunga serie di tracolli, che portarono in Inghilterra alla formulazione del Bubble Act per mettere fine alla confusione.

La Borsa valori nell’età contemporanea

Nella prima metà dell’XIX in Francia si assistette ad un boom speculativo che portò alla nascita di oltre 500 società in accomandita per azioni, sviluppatesi soprattutto a Parigi e a Lione; nello stesso periodo in Inghilterra, grazie all’abolizione del Bubble Act, si ebbe una forte espansione del mercato, assai più diffuso a macchia di leopardo sul territorio nazionale, dato che la maggior parte delle azioni industriali venivano gestite nei centri provinciali, mentre Londra si occupava soprattutto delle azioni ferroviarie e delle società internazionali. Negli Stati Uniti i primi cinque decenni del secolo furono scanditi dalle differenti politiche dei vari Presidenti, che agevolarono oppure ostacolarono l’espansione dei mercati finanziari e azionari.

L’attività tipica delle Borsa valori

Compito della borsa è quello di ricevere gli ordini di compravendita dagli operatori ed eseguirne la compravendita attenendosi alla legge della domanda e dell’offerta.

Il lavoro degli operatori (traders) viene chiamato trading (“scambio”) dato che appunto viene scambiato uno strumento finanziario per del denaro contante. L’attività in questione è fortemente regolamentata e sono previste, pressoché in tutti gli ordinamenti, sanzioni penali e/o amministrative.

La Borsa valori è un sistema scambi organizzato

Dal 1998 in tutte le Nazioni che aderiscono all’UE e all’OCSE, i mercati regolamentari possono avere regolamenti interni e statutari decisi dalla società di gestione; tale mercato è definito “SSO (Sistema di Scambi Organizzati)”. Il SSO è anche detto più comunemente “Borsa” (Borsa Privata), che, distinguendosi da quella centrale in genere dello Stato (Borsa Italiana – Italian Stock Exchange, per l’Italia) si suddivide in:

  • indipendente
  • istituzionale

Il secondo adotta nel suo registro e nella propria compagine societaria e/o tra le aziende quotate/quotabili enti pubblici, società pubbliche, società miste ovvero accreditamenti istituzionali, ovvero aziende che siano titolari di concessioni o che abbiano requisiti per partecipare a concordati o ad appalti pubblici.

Il primo SSO privato e indipendente italiano è TEMEX – Terzo Mercato Exchange. Di seguito molti istituti bancari e SIM hanno adottato internamente un proprio SSO, in cui è possibile acquistare o vendere quote di società ivi quotate, direttamente da sportelli bancari e\o presso promotori finanziari, ovvero agenzie di intermediazione. L’unico SSO privato istituzionale (istituzionalizzato) fu il MAC – Mercato Alternativo del Capitale, dal 2006 rilevato da Borsa Italiana. Il primo SSO in Europa Continentale fu SmallXChange, società (Ldt) panamense con sede in Inghilterra.